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GUIDA ALLA Direttiva europea sui ritardi di pagamento

La direttiva Europea 2011/7/UE sui ritardi di pagamento approvata dal Parlamento Europeo il 20 ottobre 2010 è stata recepita in Italia dal Consiglio dei Ministri con decreto legislativo n. 192 del 9/11/2012 - GU n. 267 del 15/11/2012.

Intrum Justitia pubblica di seguito una guida per facilitare le aziende a trovare le informazioni riguardanti i nuovi diritti riconosciuti dalla direttiva in merito al recupero dei crediti verso la pubblica amministrazione e le altre imprese.

INFORMAZIONI GENERALI Approvazione del Parlamento Europeo: 20 Ottobre 2010 e pubblicazione Gazzetta Ufficiale il 23 Febbraio 2011.  Recepimento Italia: recepimento della direttiva dal Consiglio dei Ministri con decreto legislativo n. 192 del 9/11/2012 - GU n. 267 del 15/11/2012

Ambito d’applicazione:

  • Tra pubbliche amministrazioni e imprese
  • Tra imprese B2B
  • Validità: la disciplina in commento si applica ai contratti che verranno stipulati a far data dal 1° gennaio 2013 e, quindi, non vale retroattivamente per i contratti in essere a fine 2012, salvo accordi quadro destinati ad essere poi applicati mediante singoli contratti di fornitura.

Oggetto: ogni pagamento effettuato a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale per la consegna di merci o prestazione di servizi verso pagamento di un prezzo

TRANSAZIONI COMMERCIALI TRA ENTI PUBBLICI E IMPRESE

Gli enti pubblici devono osservare le seguenti regole:

Termine di pagamento legale a 30 giorni. L’ente pubblico dovrà effettuare il pagamento per le merci e i servizi ricevuti entro 30 giorni solari.

Termine di pagamento derogabile a 60 giorni. Solo in casi estremamente eccezionali, espressamente concordate e giustificate alla luce della natura particolare del contratto, gli enti pubblici potranno estendere il limite di tempo per il pagamento fino a un massimo di 60 giorni solari. Per la sanità e le imprese pubbliche soggette ad obblighi di trasparenza (contabilità separate etc. D. Lgs 333/2003) il termine di pagamento può essere di 60 giorni. Qualsiasi clausola contrattuale che stabilisce un periodo di pagamento superiore ai 60 giorni verrà considerata del tutto iniqua; in tal modo diventerà inapplicabile, oppure potrà dar luogo a richieste di risarcimento danni.
Applicazione di interessi per ritardato pagamento. Se il pagamento non viene effettuato entro la data di scadenza, dovranno essere corrisposti gli interessi al tasso legale, oltre al rimborso al creditore dei costi sostenuti per il recupero dei ritardi di pagamento, senza necessità di un sollecito da parte del creditore.
Calcolo del tasso di interesse legale. Il tasso per i ritardi di pagamento sarà di almeno 8 punti percentuali al di sopra del tasso di riferimento stabilito dalla BCE (Banca centrale europea). Non è consentito agli enti pubblici fissare un tasso di interesse più basso. Qualsiasi tasso al di sotto di questa soglia verrà considerato come una clausola del tutto iniqua
Rimborso automatico dei costi di recupero per un minimo di €40 euro, inoltre il creditore ha la possibilità di richiedere la compensazione per tutti i costi di recupero ragionevoli rimanenti, (es. spese di assistenza legale o per società di recupero crediti).
Decreto ingiuntivo entro 90 giorni. ogni Stato membro deve assicurare una procedura nazionale accelerata che permetta al creditore di ottenere un titolo esecutivo di norma entro 90 giorni dalla presentazione del ricorso o della domanda, qualora non siano contestati il credito o gli aspetti procedurali (art. 10). In Italia, il creditore può già ottenere dal giudice, entro 30 giorni dal deposito del ricorso, un decreto ingiuntivo per le somme in esso indicate (se liquide e supportate da prova scritta). In generale, il decreto ingiuntivo è reso esecutivo decorsi 40 giorni dalla notifica senza che il debitore si sia opposto. La procedura italiana dovrebbe essere dunque già rispondente a quanto richiesto a livello comunitario dalla nuova direttiva.
Le procedure di verifica e accettazione dei contratti non possono essere superiori a 30 giorni È necessario che le procedure di verifica e accettazione siano espressamente menzionate nei documenti di appalto e nel contratto. Come regola generale, tali procedure non possono prevedere periodi superiori ai 30 giorni solari a condizione che i termini non siano diversamente ed espressamente concordati e non siano del tutto iniqui per il creditore.
Le nuove misure sono obbligatorie per gli enti pubblici. Gli enti pubblici hanno la responsabilità di dare il buon esempio al settore privato e di dimostrare la loro affidabilità ed efficienza onorando i contratti.

TRANSAZIONI COMMERCIALI TRA LE IMPRESE

Le aziende devono osservare le seguenti regole:

Termine di pagamento legale a 30 giorni. Le aziende dovranno effettuare il pagamento per le merci e i servizi ricevuti entro 30 giorni solari.

Termine di pagamento derogabile a 60 giorni. Le aziende potranno estendere il limite di tempo per il pagamento fino a un massimo di 60 giorni solari. Qualsiasi clausola contrattuale che stabilisce un periodo di pagamento superiore ai 60 giorni verrà considerata del tutto iniqua; in tal modo diventerà inapplicabile, oppure potrà dar luogo a richieste di risarcimento danni.
Applicazione di interessi per ritardato pagamento. Se il pagamento non viene effettuato entro la data di scadenza, il creditore è autorizzato a richiedere gli interessi per i ritardi di pagamento senza necessità di un sollecito.
Calcolo del tasso di interesse legale. Il tasso legale di interesse è di almeno 8 punti percentuali al di sopra del tasso di riferimento stabilito dalla BCE (Banca centrale europea). Tuttavia le imprese possono anche accordarsi sul tasso di interesse dovuto per i ritardi di pagamento a patto che non risulti del tutto iniquo per il creditore. In mancanza di accordi, si applica il tasso di interessi legale.
Rimborso automatico dei costi di recupero per un minimo di €40 euro, inoltre il creditore ha la possibilità di richiedere la compensazione per tutti i costi di recupero ragionevoli rimanenti, (es. spese di assistenza legale o per società di recupero crediti).
Decreto ingiuntivo entro 90 giorni. ogni Stato membro deve assicurare una procedura nazionale accelerata che permetta al creditore di ottenere un titolo esecutivo di norma entro 90 giorni dalla presentazione del ricorso o della domanda, qualora non siano contestati il credito o gli aspetti procedurali (art. 10). In Italia, il creditore può già ottenere dal giudice, entro 30 giorni dal deposito del ricorso, un decreto ingiuntivo per le somme in esso indicate (se liquide e supportate da prova scritta). In generale, il decreto ingiuntivo è reso esecutivo decorsi 40 giorni dalla notifica senza che il debitore si sia opposto. La procedura italiana dovrebbe essere dunque già rispondente a quanto richiesto a livello comunitario dalla nuova direttiva.

Le nuove misure sono opzionali per le imprese nella misura in cui queste acquisiscono il diritto ad agire ma non sono obbligate a farlo.

PROFILI PRATICI DI APPLICAZIONE

Rimborso costi di recupero:

I creditori hanno il diritto ad ottenere un rimborso forfetario di 40 euro, a fronte dei costi sostenuti per il recupero (che si cumula con gli interessi di mora), senza la costituzione in mora e senza la necessità di dimostrare il sostenimento dei costi stessi. Resta salva la possibilità di chiedere, anche giudizialmente, il ristoro dei maggiori oneri sostenuti dal creditore (es. spese di assistenza legale o per società di recupero crediti).

Computo del termine di pagamento:

i) Dal momento del ricevimento della fattura o di una richiesta di pagamento equivalete da parte del debitore; o

ii) Dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non è certo il momento del ricevimento della fattura o delle richiesta equivalete. Potrà dirsi certo il momento del ricevimento della fattura, quando questa sia inviata per raccomandata r.r., posta certificata , sistema EDI o mezzo equivalente), o

iii) Dalla data dell’accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell’accertamento della conformità della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente in epoca non successiva a tale data.

Clausole inique:

Il decreto legislativo interviene anche per impedire eventuali clausole (vessatorie), prevedendo la nullità delle disposizioni contrattuali relative al termine di pagamento, al saggio di interessi moratori o al risarcimento dei danni per costi di recupero credito che siano particolarmente inique per i creditori. Vengono considerate inique in modo assoluto le clausole che escludono l’applicazione di interessi di mora ed il risarcimento dei danni da recupero, mentre sono riportati alcuni criteri che possono orientare il giudice nella declaratoria (anche d’ufficio) di nullità per iniquità.Nelle transazioni commerciali con la pubblica amministrazione è considerata iniqua, e pertanto nulla, la clausola avente ad oggetto la predeterminazione o la modifica della data di ricevimento della fattura con cui si potrebbe eludere le previsioni in esame.

Contratti conclusi prima del 31.12.2012 ed aventi scadenza successiva:

A questi non saranno applicabili le nuove disposizioni (ma bensì la disciplina previgente) alle transazioni commerciali che le parti porranno in essere successivamente. Laddove trattasi di meri accordi quadro destinati ad essere poi applicati mediante singoli contratti di fornitura, questi ultimi, se conclusi successivamente al 31.12.2012, dovranno rispettare le previsioni del (nuovo) decreto in esame.

PUNTI PRINCIPALI DELLA DIRETTIVA 2011/7/EU

Norme applicabili a contratti conclusi a partire dal 1.01.2013 (non retroattive neppure per i contratti conclusi prima del 31/12/2012 ed aventi scadenza successiva).
Uniformità dei termini di pagamento dagli enti pubblici alle imprese: gli enti pubblici dovranno pagare le merci e i servizi entro 30 giorni o, in circostanze estremamente eccezionali, entro 60 giorni.
Libertà contrattuale nelle transazioni commerciali tra aziende: le imprese dovranno pagare le fatture entro 60 giorni, a condizione che i termini non siano diversamente ed espressamente concordati e non siano iniqui.
Le imprese potranno automaticamente richiedere gli interessi per i ritardi di pagamento e potranno anche ottenere una quantità minima fissa di €40 come risarcimento dei costi di recupero. Potrà essere richiesto un risarcimento per tutti quei costi di recupero ragionevoli rimanenti, (es. spese di assistenza legale o per società di recupero crediti).
Il tasso di interesse legale per i ritardi di pagamento sarà aumentato di almeno 8 punti percentuali oltre il tasso stabilito dalla BCE. Non è consentito agli enti pubblici fissare un tasso di interesse più basso .
Nullità, se gravemente inique, delle clausole relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori e al risarcimento dei costi di recupero.
Le aziende potranno discutere con più facilità termini e pratiche del tutto inique in tribunale.
Le nuove misure sono opzionali per le imprese nella misura in cui queste acquisiscono il diritto ad agire ma non sono obbligate a farlo.
Le nuove misure sono obbligatorie per gli enti pubblici che devono dare il buon esempio e mostrare la loro affidabilità ed efficienza onorando i contratti.
Maggiore trasparenza e consapevolezza: gli Stati membri dovranno pubblicare i tassi di interesse per i ritardi di pagamento in modo da consentire alle imprese un accesso semplificato alle informazioni relative.
Gli altri provvedimenti europei sui ritardi di pagamento rimangono in vigore e sono stati aggiornati in modo da semplificare le ambiguità ed eliminare le lacune nei testi.
Gli Stati membri sono invitati a stabilire dei codici di comportamento volontari per i termini di pagamento.
Gli Stati membri possono mantenere o rendere obbligatori leggi e regolamenti più favorevoli per il creditore rispetto ai provvedimenti della direttiva.

NOTA GENERALE

Questa direttiva dovrebbe semplificare le attività delle imprese europee nelle transazioni commerciali con un altro Stato membro. Da questo momento in avanti, gli Stati membri avranno l’obbligo di pubblicare tutte le informazioni rilevanti sui ritardi di pagamento, inclusi i tassi di interesse da applicare nel relativo periodo. La Commissione, con il sostegno degli Stati membri, pubblicherà online il tasso di interesse per i ritardi di pagamento