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Risultati European Payment Report 2017

In Europa aumenta il periodo di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione. L’Italia è in controtendenza con un miglioramento senza precedenti di 36 giorni

L’ultima edizione dell’European Payment Report di Intrum Justitia rivela che in Europa il tempo medio di pagamento da parte del settore pubblico è salito da 36 a 41 giorni in un solo anno. Questo si riperquote negativamente sopratutto sulle piccole e medie imprese (PMI) che sono costrette ad accettare termini di pagamento troppo lunghi, spesso imposti dalle imprese più grandi.

• Oltre il 60% delle aziende europee intervistate si lamenta di essere costretto ad accettare termini di pagamenti più lunghi rispetto ai propri standard. In Italia, il 75 % delle imprese intervistate è visto rivolgere questa richiesta rispetto al 70% dello scorso anno.
• Il problema sembra alimentare un circolo vizioso, in cui le imprese che ricevono i pagamenti in ritardo sono a loro volta costrette a mettere sotto pressione i propri subappaltatori. In Europa quattro imprese su dieci hanno ammesso di pagare a loro volta in ritardo i propri fornitori. In Italia circa sette su dieci.
• Questo trend fa si che le aziende richiedano l’introduzione di regole più severe ed efficaci per il rispetto dei termini di pagamento. In Europa quattro imprese su dieci vorrebbero una nuova legislazione, mentre tre su dieci preferirebbero l’adozione di codici di condotta volontari.

Questi i principali risultati dello studioEuropean Payment Report 2017, basato su un’indagine condotta da Intrum Justitia, società multinazionale leader in Europa nel settore dei servizi di Credit Management su 10.468 aziende in 29 paesi europei nel primo trimestre del 2017.
Da un punto di vista politico, è particolarmente allarmante notare che in Europa il tempo medio di pagamento da parte del settore pubblico è salito da 36 a 41 giorni in un solo anno. La buona notizia è che Pubblica Amministrazione italiana è in controtendenza e registra un notevole miglioramento passando da un tempo di pagamento di 131 a 95 giorni.

“Sicuramente la minaccia dell’apertura del procedimento di infrazione da parte della Comunità Europea e l’effettiva applicazione della fatturazione elettronica hanno contribuito a ridurre i tempi di pagamento da parte della nostra Pubblica Amministrazione. Ciò ha portato ad un miglioramento senza precedenti che ci strappa il triste primato di paggiori pagatori in Europa. Tuttavia la nostra PA è ancora in fondo alla classifica, peggio di noi solo la Grecia con un tempo di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione di 103 giorni” afferma Fausto Travisi, Amministratore Delegato di Intrum Justitia Italia.

In Europa i ritardi di pagamento frenano l’occupazione e la crescita. Più di una impresa su quattro afferma che i ritardi di pagamento impediscono di assumere nuovo personale. Il 19 per cento afferma che i ritardi sono causa di licenziamenti. E ancora peggio, il 27 per cento sostiene che ritardi e insolvenze costituiscono una minaccia per la loro stessa sopravvivenza. In Italia ritardi e insolvenze sono ancora più penalizzanti rispetto alla media Europea. Il 61 per cento delle imprese italiane intervistate ha dichiarato che i ritardi di pagamento sono fra le cause del licenziamento del personale e per il 60 per cento anche una minaccia alla loro stessa sopravvivenza.

“Queste notizie dovrebbero essere un campanello di allarme per i governi europei. La direttiva UE sui ritardi di pagamento prevede che le autorità pubbliche debbano pagare per i beni e servizi acquistati entro 30 giorni, a meno che non ci siano circostanze molto eccezionali. Sembra invece che l'eccezionalità sia diventata la normalità”, continua Fausto Travisi.

Con la direttiva sui ritardi di pagamento adottata nel 2011, l'UE intende combattere i ritardi nelle transazioni commerciali per proteggere le PMI. Il commissario europeo Elżbieta Bieńkowska, responsabile del mercato interno, dell'industria, dell'imprenditoria e delle PMI, lo scorso agosto, durante una revisione sui dati dello sviluppo economico, ha osservato che "c'è ancora molto da fare prima che la cultura dei pagamenti puntuali diventi realtà".
Lo studio annuale European Payment Report conferma quanto riportato dalla Commissione Europea. Nel 2015 e 2016, quasi la metà delle imprese intervistate aveva riferito di aver ricevuto la richiesta di concedere termini di pagamento più lunghi. Il nuovo rapporto mostra che nel 2017 il valore è salito fino al 61%. In Italia ben il 75 % delle aziende si è visto rivolgere questa richiesta rispetto al 70% dello scorso anno.

Quest'anno Intrum Justitia ha domandato alle imprese come pagavano i propri fornitori. È interessante notare che quattro imprese su dieci hanno ammesso di aver regolarmente pagato in ritardo. Solo tre aziende su dieci hanno dichiarato di aver pagato in tempo tutte le fatture.

Per comprendere come cambiare questo malcostume radicato , è stato chiesto alle imprese quali misure avrebbero voluto adottare a livello nazionale. In Italia quattro imprese su dieci desidererebbero una nuova legislazione per combattere il problemi dei termini di pagamento lunghi, mentre tre su dieci preferirebbero iniziative volontarie, come l'istituzione di nuovi codici di condotta.

“Sono convinto che dobbiamo fare molto di più per modificare le abitudini di pagamento delle imprese. L’impegno al rispetto dei termini di pagamento verso i propri fornitori dovrebbe far parte del programma di sostenibilità di ogni impresa. Ciò sarebbe utile per aiutare le nostre piccole e medie imprese – e permetterebbe la creazione di un numero maggiore di posti di lavoro ed una crescita della società nel suo insieme.” Conclude Fausto Travisi.