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Debitori cinesi alla pubblica gogna sui tabelloni delle stazioni di Shangai

All'inizio del mese di luglio, per dieci giorni i nomi, i numeri dei documenti di identità, gli indirizzi, i riferimenti ai processi e l’ammontare dovuto di venti debitori sono apparsi ogni dieci minuti sui tabelloni delle due principali stazioni di Shanghai.

In Cina le insolvenze di pagamento hanno raggiunto dimensioni preoccupanti e rappresentavano uno dei problemi più grandi del paese ed il recupero dei crediti si fa sempre più difficile. Per risolverlo il governo ha intensificato l’uso delle “tattiche del disonore”. Già nel la Corte Suprema del Popolo 2013 aveva emanato un decreto che consentiva di pubblicare i dati personali dei debitori su giornali, televisioni, radio e siti internet.

Il caso più singolare dell’applicazione di questa legge è avvenuto a Shangai all’inizio di luglio di quest’anno quando per tribunale dei trasporti delle ferrovie di Shanghai ha deciso di pubblicare sui tabelloni delle due principali stazioni di Shanghai i nomi dei debitori irreperibili. Per dieci giorni i nomi, i numeri dei documenti di identità, gli indirizzi e tutti i dettagli del debito di venti persone, alcuni addirittura corredati da foto identificative sono apparsi ogni dieci minuti sui tabelloni delle principali stazioni di Shanghai. Anche se le somme dovute erano relativamente modeste, apparentemente non c’è stata nessuna indignazione da parte dell’opinione pubblica cinese. Questo perchè nella cultura cinese la pubblicazione dei propri dati personali non è in contraddizione con il diritto alla privacy che merita di essere concesso  solo a chi è in regola con le proprie obbligazioni.

Il presidente della Suprema corte del popolo Zhou Qiang a marzo scorso aveva dichiarato che « i debitori irreperibili non avrebbero più trovato un posto dove nascondersi» e che si sarebbero utilizzate tutte le misure possibili per raccogliere informazioni sui latitanti. Secondo quanto riportato dai media di stato, ad oggi quasi tre milioni e mezzo di profili di cinesi sono stati resi pubblici e circa il 10 percento ha provveduto ad adempiere alle proprie obbligazioni.

In Cina il pubblico disonore è un metodo per punire comportamenti criminali usato sin dai tempi antichi, ma per combattere i debitori che si rifiutano di pagare, ci sono anche altre misure di limitazione della libertà personale. I tribunali cinesi stanno sempre più applicando una legge del 2014 che consente ai giudici di vietare, ad una persona che deve pagare un debito di andare in vacanza, di mandare i figli ad una scuola privata, di fare lavori di ristrutturazione costosi e persino di prendere un aereo o un treno. In Cina spesso i passeggeri devono fornire una carta d'identità o numero di passaporto per acquistare un biglietto ferroviario o aereo.

Secondo un annuncio sul giornale della corte suprema, da quando questa legge è entrata in vigore a circa 782.000 debitori è stato vietato di prendere il treno, e a 3,9 milioni di acquistare un biglietto aereo.

Fonte Reuters

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