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EUROPEAN PAYMENT REPORT 2016

Le Piccole e Medie Imprese sono le più penalizzate dai ritardi di pagamento

  • Secondo l’ultimo studio European Payment Report 2016 di Intrum Justitia in Europa ed in Italia le piccole e medie imprese (PMI) sono schiacciate da condizioni di pagamento vessatorie da parte delle aziende di grandi dimensioni.
  • In Europa il 33% delle aziende, circa 7.7 milioni, afferma che potrebbe assumere più personale se fosse pagata più velocemente. In Italia la percentuale è del 28%, oltre 1 milione di aziende. *
  • Il 63% delle aziende europee ritiene che il rifiuto di pagare alla data di scadenza sia intenzionale. In Italia i ritardi sono intenzionali per il 75 percento degli intervistati.
  • In Europa il settore pubblico paga i propri fornitori in media dopo 36 giorni. La Pubblica Amministrazione Italiana impiega in media 131 giorni. Il dato è in miglioramento ma rimane in assoluto il peggior tempo di pagamento in Europa.

Molte imprese in Europa devono combattere contro i ritardi di pagamento da parte dei loro clienti. Questo si ripercuote negativamente sulla crescita economica e sulla creazione di nuovi posti di lavoro. In Italia quasi un terzo delle PMI (30%) afferma che potrebbe assumere più dipendenti se fosse pagata più velocemente. Anche le grandi aziende, una su cinque, sarebbero disposte ad assumere più personale se fossero pagate più rapidamente. Questo quanto risulta dallo studio European Payment Report 2016, basato su un’indagine condotta da Intrum Justitia, società multinazionale leader in Europa nel settore dei servizi di Credit Management su 9.440 aziende in 29 paesi europei nel primo trimestre del 2016.

L'indagine di Intrum Justitia ha rivelato che in Italia il 60 per cento delle piccole e medie imprese afferma di aver accettato termini di pagamento più lunghi rispetto alle proprie normali condizioni contrattuali, ed il 35% per cento ha affermato che tale richiesta proveniva da un grosso cliente multinazionale.

Enok Hanssen Amministratore Delegato di Intrum Justitia Italia, ha dichiarato: "Il fatto che le grandi aziende obblighino deliberatamente le PMI a finanziare il proprio flusso di cassa è una grave infrazione delle regole del mercato che costa opportunità di lavoro per milioni di europei. Tutto ciò non solo è sbagliato, ma crea anche uno squilibrio nella società generando instabilità, insicurezza e minor occupazione”.

Intrum Justitia ha chiesto di indicare le principali cause dei ritardi di pagamento da parte dei clienti. Si scopre che in Europa per più di sei aziende su dieci (63%) i pagamenti “deliberatamente in ritardo" sono una delle cause principali. In Italia il ritardo intenzionale è una causa per il 75 percento degli intervistati. Questo vale anche per le società che hanno solo clienti business e ciò significa che la strategia cosciente delle aziende di pagare in ritardo contribuisce alla riduzione della liquidità, che a sua volta contribuisce a un minor numero di posti di lavoro. Il che suggerisce che questo problema potrebbe in gran parte essere risolto con l’adozione di nuovi comportamenti e linee guida.

Esiste un legame tra la responsabilità delle imprese per i tempi di pagamento più brevi e una riduzione del loro rischio nel lungo termine. Sono convinto che le questioni riguardo l’applicazione di termini di pagamento equi dovrebbero essere una prorità per il management e diventare parte integrante degli investimenti in sostenibilità e responsabilità sociale di una impresa moderna. " Continua Enok Hanssen

I ritardi di pagamento e/o termini di pagamento lunghi sono un male per le aziende di tutte le dimensioni, ma le piccole e medie imprese sono meno protette. In Europa il 28 per cento delle piccole e medie imprese sostiene di non utilizzare misure precauzionali, quali garanzie bancarie, assicurazione crediti, titoli bancari, pagamento anticipato, recupero crediti, factoring, per proteggersi. La cifra corrispondente per le grandi imprese è pari al 9 per cento. Ciò si ripercuote negativamente sulle perdite su crediti, In Italia nel 2015 le imprese hanno dichiarato di aver portato a perdita il 3.8% del fatturato totale a causa dei ritardi e delle insolvenze di pagamento. Se si approfondisce l’analisi la percentuale di perdita su crediti delle PMI italiane è del 4.2% contro l’1.6 delle grandi aziende. Questa discrepanza mostra chiaramente la misura in cui le piccole e medie imprese siano estremamente vulnerabili.

*  Le cifre si basano su un totale di 23,3 milioni di imprese dei paesi presi in esame, secondo i dati Eurostat SBS

Richiedi la copia gratuita dell'European Payment Report

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